
Abbiamo guidato la Porsche Cayenne nella versione d'attacco con motore V6 a benzina. Le dimensioni della Suv tedesca sono un po' cresciute (soprattutto in lunghezza e passo) rispetto all'altra serie, ma saresti pronto a giurare il contrario. Anzi, ora la linea è persino meno ostentata. Lo noti nel frontale più pulito, ma ancor più in coda, con quei gruppi ottici avvolgenti, che vanno tanto di moda.
Dentro è tutta nuova. Un'occhiata all'abitacolo: tutto è cambiato, compresi volante, strumentazione e console che, in pratica, assomiglia a quella della Panamera. I comandi sono a portata di mano, ma così tanti che prima di muoversi devi fare un check, come in aereo. Rispetto alla "sorella" Volkswagen Touareg, qui le finiture appagano ben di più. E giustificano una certa differenza di prezzo.
Alleggerita. Come sempre, la posizione di guida è pressoché inappuntabile: ti ritrovi in due tocchi; stai seduto in alto, ma non sei sul trespolo, e il volante non è troppo inclinato. La chiave è quella, scenografica, a "sagomina" d'auto, che va introdotta rigorosamente alla sinistra del piantone. Il 3.6 V6 benzina da 300 CV è tutto nuovo: basamento, testate, pistoni, centralina motore ad hoc, impianto di scarico… Ha un bel sound, ma poi, per andare, devi spingere sull'acceleratore: la prontezza del motore non è in discussione, ma coppia e sostanza potrebbero orientare i clienti più esigenti sulle versioni V8. Ma, anche se lo scatto non è da felino, non puoi non apprezzare la Cayenne per l'intuitività e l'efficacia di guida, oggi ancora più spiccate. Al di là dell'equilibrio dinamico, eccellente per un'auto alta, la Cayenne stupisce per lo sterzo preciso, progressivo e diretto: sembra di guidare una vettura ben più bassa e leggera. E, in effetti, rispetto alla vecchia serie, sono stati risparmiati circa 165 kg su telaio, sospensioni e trazione, grazie all'adozione di materiali più leggeri e all'eliminazione del riduttore tradizionale. Ciò a tutto vantaggio dell'agilità di guida e della riduzione di consumi.
Favoloso, quello sterzo. Infatti, la nuova Cayenne possiede doti di stradista ancora migliorate: bella posizione di guida, buona insonorizzazione; insomma, una "mangiachilometri" veloce e mai affaticante, adatta agli impieghi più diversi. Viaggi in modalità Normal, con molleggio adeguato, sospensioni che assorbono le irregolarità della strada (la gommatura del nostro esemplare è 255/55 R18", quasi "turistica" per una Porsche!). Se invece vuoi affrontare qualche curva più allegra, laddove il traffico e le condizioni lo consentano, allora devi passare alla modalità e al tasto Sport. La Cayenne diventa così più corposa e reattiva (anche a livello di acceleratore e cambio), più efficace in curva, senza che il confort venga troppo penalizzato.
L'automatico è a otto marce. Sulla 3.6 V6 è di serie un manuale a 6 marce, ma sulla nostra Cayenne c'è il nuovo automatico sequenziale Tiptronic S a 8 rapporti (optional), con sistema Start-Stop e un programma specifico per l'off-road. Un bel cambio, piuttosto rapido e godibile, a patto che lo si abbini al volante sportivo a tre razze con paddle (optional): i classici comandi a tasti, infatti, sono poco gradevoli nella guida sportiva.
Prezzo di partenza. Le prestazioni dichiarate, comunque, sono interessanti: 230 orari di velocità e lo 0-100 in 7,8 secondi (con l'automatico): ce n'è abbastanza per divertirsi, ma anche per farsi rititare la patente. Ok, ma il prezzo? Per la Cayenne 3.6 V6 manuale ci vogliono 57.226 euro. Come per le altre Porsche, però, non è altro che un punto di partenza.
Andrea Stassano
mercoledì 7 luglio 2010
Porsche Cayenne 3.6 V6
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento